REEBOK – PRESENTA ALIEN:COVENANT

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Aspettando il 18 luglio data d’uscita nelle sale cinematografiche italiane di ALIEN: COVENANT, la REEBOK ci regala una “perla rara” nel mondo delle scarpe. Il 24 aprile è stato proclamato l’ALIEN DAY (la data americana 4/26 ricorda la luna coloniale chiamata LV-426 del film Alien) e la nota marca americana, ma nata nel 1958 nel Regno Unito, ha presentato il seguito della serie “Alien Stomper” con un pacchetto davvero speciale della scarpa indossata “nientepopodimenoche” da Ellen Ripley alias Sigourney Weaver nel secondo capitolo della saga horror Alien del 1986 di James CameronAliens – Scontro finale.

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MOMENTANEAMENTE – TOKYO DOME

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Passati finalmente questi giorni di studio intenso della lingua giapponese, ho ripreso a girare allegramente per i quartieri di Tokyo.

La tappa che ho scelto questa volta di raccontarvi è il Tokyo Dome (Tōkyō Dōmu – 東京ドーム). Inaugurato nel 1988 e costato 35 miliardi di Yen (circa 300 miliardi di Euro attuali) è uno stadio polifunzionale sorto nel quartiere speciale di Bunkyo. Può ospitare 55.000 persone. Sarà protagonista indiscusso delle Olimpiadi di Tokyo 2020.

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KINGYO – L’ARTE IN UN PESCE ROSSO

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06 - Hidetomo Kimura - Art Aquarium

Art Aquarium, per la prima volta fuori dal Giappone, in una prima internazionale a Milano – già impegnata con L’EXPO2015 – mette in scena l’arte viva del pesce rosso: il “Kingyo”. Simbolo di prosperità e fortuna questo pesce “bianco dalla cresta rossa” diventa il protagonista assoluto dell’acquario che evoca la cultura del Sol Levante dove le vasche d’acqua, installazioni monumentali, luci e suoni si alternano in maniera vincente ad immagini e profumi.

“In Art Aquarium c’è la bellezza creata dalla natura. Il Kingyo è segno della provvidenza, e spero che attraverso l’incontro con questo pesce elegante, i visitatori avranno la possibilità di capire meglio il rapporto tra uomo e natura” –  afferma l’artista Hidetomo Kimura.

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STREET ART – COLORI NEL GRIGIO

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streetart

È buio in città. Le strade semi deserte sono illuminate dai pochi lampioni accesi. Una macchina ogni tanto. I vicoli oscuri sono quasi tetri, quasi spaventosi. Eppure li conosco da 30 anni. All’improvviso una luce dà vita alla parete di un classico palazzo e vedo, affascinato, il lavoro di uno di quei “pittori illegali” che imbrattano i muri. Un turbinio di colori riempiono i miei occhi affamati di tale maestosa realtà. Continua a leggere